SBP e le società di calcio
Semmai qualcuno abbia dubitato che anche il mondo del calcio possa essere strutturato in modalità aziendale, oggi, quei dubbi sono presto sciolti e lo dimostra il fatto che alcune società sono quotate in borsa già da qualche tempo.
Perché questo è importante?
Perché a differenza di altri “prodotti” aziendali standardizzati, il calcio, è particolarmente legato alla persona (atleta), è colmo di energia (cinetica per via del fisico ed emotiva per i vissuti espressi dagli atleti), e per questi motivi è spesso non prevedibile.
Ad esempio, un’azienda di automobili per quanto possa continuamente innovare il suo prodotto, alla fine si sa esattamente quello che si ottiene, cioè un’automobile! Quindi il prodotto è un semplice oggetto inanimato.
Il “prodotto” calcio al contrario, pur essendo in minima parte “progettabile” (ad esempio attraverso gli schemi di gioco e le campagne acquisti), è molto vivo ed immediato. Esso di fatto è caratterizzato da giocate spesso non identicamente riproducibili, come accade invece per le automobili nell’esempio precedente. Questo lo rende imprevedibile e pieno di “suspense”, nonché fortemente emotivo sia per gli atleti in campo che per i tifosi sugli spalti.
In pratica, mentre i prodotti “inanimati”, dopo aver costruito un prototipo sono riproducibili e prevedibili nel tempo, il calcio è una cosa immediata che rappresenta la somma delle esperienze “personali ed istantanee”, vissute da almeno 11 atleti per parte, ed ogni partita è un prototipo a se stante.
E’ per questi motivi che “l’azienda calcio”, a differenza delle altre, deve essere gestita con una consapevolezza pari all’essenza umana che la caratterizza. E’ per questi motivi che “l’azienda calcio”, non avendo una “catena di montaggio” standardizzata, non può che fare leva su uno staff dirigenziale (per quanto riguarda l’aspetto organizzativo), i cui membri sono capaci di “self monitoring”, cioè di monitorare se stessi continuamente, restando ben consapevoli e sensibili alla particolarità del genere di “prodotto” che essi rappresentano, ossia i giocatori ed il calcio giocato.
L’obiettivo del Self Borne è quello di offrire alla dirigenza dell’azienda calcio le seguenti chiavi:
– interpretazione consapevole del “giuoco calcio”, adattando e ridimensionando gli standards dei criteri aziendali all’essenza di questo “prodotto vivo”.
– self-observation — la capacità di osservare se stessi da una prospettiva totalmente nuova, per poter serenamente ed obiettivamente discernere ciò che è utile a noi come persona e quindi come dirigenti, e ciò che invece tende subdolamente ad ostacolare o a limitare il nostro successo.
– la persona-dirigente, come si auto interpreta? — Qual’ è l’interpretazione del “legame” tra la “persona” ed il suo “ruolo come dirigente?” Esiste una distinzione tra di loro? Se la risposta è sì, perché allora spesso non usufruiscono di tutte le capacità e di tutto il potenziale energetico che compete alla persona nella sua interezza, assicurandosi un successo in costante evoluzione? Se la risposta è no, allora qual è il motivo di differenziare tra la persona e il ruolo dirigenziale? Chi tra la persona ed il dirigente usufruisce della maggiore energia a scapito dell’altro? In questo caso, qual’ è la chiave per reintegrare il ruolo-dirigente alla persona?
– affinità nel rapporto tra i livelli dirigenziali — Quali sono i rapporti che intercorrono tra i dirigenti di diverso livello nella stessa azienda? C’e chiarezza di intento verso l’obiettivo comune tra i vari livelli dirigenziali? Qual è la modalità di porsi verso un obiettivo? Quali sono i passi che compongono un obiettivo e qual’ è la loro importanza? Come si dovrebbero vivere ed interpretare questi passi? Qual è il valore reale di ognuno dei passi che compongono l’obiettivo?
– Il potere decisionale e le sue implicazioni — Cosa significa riconoscere il proprio potere decisionale? Tutti siamo più o meno capaci di decidere, però quanti sanno la differenza tra una decisione propria ed una decisione subdolamente indotta dai condizionamenti (per esempio: per seguire la maggioranza o per adeguarsi alle circostanze, a scapito del proprio Essere? Quali sono i passi (Gesto Deliberato e Movimento nello Spazio) che ci garantiscono che la decisione presa sia veramente la nostra? Perché una decisone non nostra crea mentalmente in noi una reazione a catena che produce continuamente scarsi risultati? Cosa bisogna fare per bloccare la reazione e ripristinare il flusso personale (chiusura del cerchio disfunzionale in corso)?
>>NB — per ulteriori informazioni sul Self Borne e le aziende, vi invitiamo a visitare la rassegna stampa ed in particolare gli articoli del dr. Marmo sul noto mensile “Master Meeting”, rivista specializzata per le aziende –<<