SBP e l’allenatore
Grazie a questa prospettiva, l’allenatore può giungere alla conoscenza di chiavi che potenzieranno notevolmente le sue capacità naturali a livello personale, professionale ed inter-relazionale.
Tra le chiavi più importanti ci sono:
– la modalità di interpretazione — da cosa dipende? (Intento Puro); Quando interpretiamo qualcosa in base ai 5 sensi comuni, siamo certi che non ci sia qualcosa che stia sfuggendo alla nostra consapevolezza? Quanto incide questo sui risultati? Quanto incidono i condizionamenti sulla modalità di interpretazione?
– l’idea-problema ed il problema — Benché siamo tutti più o meno capaci di riconoscere un problema (un ostacolo, un limite qualsiasi), siamo altrettanto capaci di individuare la fonte che lo rende quasi impenetrabile ai nostri sforzi nel tentativo di liberarcene? La causa è l’idea-problema.
Qual è la sua caratteristica più pericolosa? Da cosa la si riconosce? Quali sono gli strumenti a nostra disposizione per abbattere l’idea-problema?
– modalità di trasmissione dei concetti — Qual è la modalità più efficace per trasmettere determinati concetti, informazioni, schemi di gioco, correzioni, suggerimenti e quant’altro?
Ad esempio per poter trasmettere questi concetti, il Counselor Psico-Fisico, ha sviluppato la capacità e sensibilità di entrare (associarsi al..) nel mondo della persona, e di vivere il più possibile le esperienze allo stesso livello di esistenza e consapevolezza del calciatore, trattando e condividendo tutti i vissuti.
Questo permette al Counselor Psico-Fisico di poter guidare la persona a ridimensionare e a re-interpretare le esperienze, quindi, a restituirle all’atleta in una prospettiva o dimensione più consona al suo attuale livello di esistenza.
Il calciatore, non sentendosi più “solo”, a livello di vissuto interno, avverte questa condivisione delle sue problematiche con il Counselor Psico-Fisico.
Quando ciò ha inizio, l’atleta, che in un primo momento era saturo e totalmente avvolto nei propri vissuti, e quindi non attento e non recettivo ad altro, ora si sente alleggerito ed in parte liberato da queste “pressioni interne”. Per cui, può liberare la propria recettività e attenzione ponendola sulle nuove prospettive di vissuto offerte dal Counselor Psico-Fisico, o attraverso l’allenatore oppure in interventi congiunti.
Di conseguenza la persona può vivere Sé stessa come collaboratore del Counselor Psico-Fisico, e non come un soggetto da studiare, come spesso accade con altre scuole di pensiero.
Da qui nasce una situazione di reciproca fiducia che porta ad un aumento d’interesse nel divenire il “processo”, non il “prodotto”, il che si traduce in una presa di consapevolezza dell’esistenza di un personale margine di continuo miglioramento, ben oltre la consuetudine.
N.B. Essendo l’Allenatore il punto di riferimento principale e, al tempo stesso, la persona alla quale l’atleta dovrà offrire il nuovo livello di Consapevolezza risvegliata, questo processo è quasi unicamente mirato a far sì che l’atleta possa sempre di più entrare in perfetta sintonia con l’Allenatore, sia a livello comunicativo che a livello tecnico-tattico.
– “ Il Fare Naturale ed il Fare Meccanico/Condizionato –
Il fare naturale è l’espressione del talento innato, senza condizionamenti, né pensieri che tendono ad interferire con il flusso naturale dell’atleta.
Il fare meccanico se interpretato in modo condizionato da un subdolo senso di “dovere” tende a coprire le nostre capacità innate, con tutti gli stati ansiosi, spastici e frenetici, ad esso associati.
Ad esempio, questo è esattamente ciò che accade nel tentare di conseguire un obiettivo vivendo in condizione della sua “distanza” dal momento di partenza; perdendo quindi il vissuto dell’attimo dopo attimo, di tutti i passi necessari che di fatto compongono l’obiettivo stesso e, quindi, il vero ed unico mezzo per conseguirlo attraverso la assoluta partecipazione attiva dell’interessato-i.
– L’errore e la correzione dell’errore ed il contenitore naturale — Perché si commettono gli “errori”? Perché si tende a ricadere negli stessi errori? Quale è il vero significato da attribuire agli errori, oltre quello del semplice apprendimento legato ad un contesto specifico? Come possiamo trasformare l’energia di un errore (chiaramente non deliberato) a nostro vantaggio, e addirittura migliorare la qualità e la continuità della performance? Quale è il modo veramente efficace di trasmettere le correzioni di un errore a chi lo ha commesso, senza innescare stati difensivi nella persona? Dove sono contenuti in noi gli errori? Può la capacità di adattamento (che non è adeguarsi) aiutarci ad evitare gli errori?
– La Consapevolezza e l’Attenzione — Che cosa è la Consapevolezza oltre le sue più comuni definizioni? Cosa si prova nel vissuto consapevole? Che cos’ è l’Attenzione? Come la si può dirigere? Quale è la sua incidenza sulla consapevolezza nella professione di interesse? Quali esercizi vi sono per stimolare queste naturali capacità? (vi saranno presentati alcuni esercizi facili ed esemplificativi con i partecipanti stessi)
– Professione Allenatore: Stratega o “Maestro di vita”?
Come accrescere la professione di allenatore, partendo dalla persona — quali sono i criteri di base per cui si decide di intraprendere la professione di allenatore? Una scelta simile è basata sulle strategie di gioco, sulla guida di persone, o su entrambi questi criteri? In base alla propria scelta, come si dovrebbe agire per far sì che questi criteri non detraggano energia l’uno dall’altro?
L’allenatore, stratega, fa pure il counselor formativo (quest’ultimo è parzialmente incluso nel suo lavoro di stratega, principalmente dopo che la persona è stata “risvegliata” ad una simile predisposizione, che ha in sé, come parte del suo bagaglio naturale).